PERCHE’ UN ALBERO MORENTE NON E’ INUTILE: STORIA DELL’ ADOZIONE DI UNA PIANTA SECOLARE INCONTRO CON 80 STUDENTI DELL’ISTITUTO LUIGI CASTIGLIONI SULLA QUERCIA DI MONTALE DEI GIARDINI MONTANELLI

Nella splendida cornica del Parco di villa Crivelli Pusterla a Limbiate (inserita nei Luoghi del Cuore del Fai come uno dei più begli esempi di architettura lombarda del settecento, ex colosso dei manicomi italiani con tremila pazienti) ha sede l’Istituto tecnico professionale Luigi Castiglioni. Il 21 e il 23 novembre si sono svolte due giornate di lezione con ottanta studenti delle classi prime e seconde (quali ?) sul tema dell’adozione di una pianta monumentale, la Quercia rossa più antica di Milano (con quella del Parco di Monza) detta Quercia di Montale, che si trova nei Giardini Montanelli, a due passi dal Museo Civico di Storia Naturale e dal Planetario Ulrico Hoepli. La quercia, la cui età è intorno ai 230 anni, è senescente, e si avvia alla fine del suo percorso di vita. L’adozione, secondo quanto ha raccontato la giornalista Paola Pastacaldi, che a settembre ha firmato un accordo con il comune di Milano per la cura della pianta secolare, ha lo scopo di attirare l’attenzione del pubblico del Parco, dei cittadini di Milano e non solo, sul tema della Biodiversità e di come questo antico albero, rimanendo nel luogo dove è nato e cedendo tutta la sua sostanza arborea alla terra, possa nutrire non solo gli insetti, animali vari, uccellini e l’immenso mondo vegetale che lo circonda, ma alla fine anche gli stessi esseri umani.


L’incontro che è stato richiesto dagli stessi studenti i quali, venuti a conoscenza della possibilità di adottare un albero vecchio, desideravano sapere come era possibile e in che cosa consisteva l’adozione. Silvestro Acampora, arboricoltore, e Paola Pastacaldi, giornalista, hanno raccontato agli studenti in lezioni di un’ora per ogni classe la storia di questa meravigliosa pianta e della sua recente adozione. Hanno spiegato agli studenti le caratteristiche della quercia rossa, del suo stato di salute con dettagli botanici, arborei e storici.


La quercia è probabilmente una delle prime piante messe a dimore nei Giardini Montanelli, quando sono stati progettati, verso a fine Settecento, o forse si trovava già lì prima che si avviasse il progetto di quelli che sono i primi giardini pubblici di Milano. Oggi la Quercia ha una altezza di 4 metri e una circonferenza di 481 centimetri, perché ha perduto molte branche a causa di una forte nevicata del 2006 e di un atto vandalico che l’ha ferita pesantemente, provocando un ulteriore deterioramento del tronco.


Le querce nell’antica Roma erano considerate alberi così sacri agli dei da ritenere che chiunque le ferisse avrebbe rischiato la vita. Secondo una voce cittadina Eugenio Montale sarebbe stato colpito dalla forza ispiratrice di questa antica quercia e forse aveva l’abitudine di sostare sotto la sua chioma. Montale lavorava al Corriere della Sera, nella sede di via Solferino, che si trova a pochi minuti a piedi dai giardini.


Gli studenti hanno potuto vedere la pianta nel dettaglio grazie ad un ampio servizio fotografico realizzato da Sara Valentini nelle diverse stagioni inverno, primavera ed estate. Hanno anche potuto osservare dal vivo una sezione del tronco di una quercia di 700 anni, un fungo Laetiporus Sulphureus, alcune galle, e tre rari insetti imbalsamati, tra cui un coleottero delle quercie, il Cerambix Cerdo, considerato a rischio di estinzione a causa della riduzione delle querce che lo ospitano, e il noto punteruolo rosso, dannazione delle palme italiane. Gli studenti hanno posto molte domande, sia sul senso civico e l’utilità dell’adozione delle piante sia sulle motivazioni di una scelta così particolare a riguardo di un albero morente. Navigando in Internet hanno visto altre adozioni tra cui quella del Bagolaro di Largo Treves, adottato ormai da quasi 9 anni da una cittadino, che abita nel palazzo di fronte al Bagolaro. Alcuni studenti hanno colto con sensibilità il lato affettivo che lega l’uomo agli alberi. Hanno infine discusso del significato di Biodiversità, grazie ad alcune definizioni tra le quali quella elaborata dal Wwf, molto chiara e puntuale. Hanno parlato delle capitozzature e di come danneggino gli alberi e di alcuni servizi utili per la potatura senza danni come quelle realizzata dai Tree climber, i giardinieri che salgono sulle piante per tagliarle dall’interno. L’utilizzo del computer in classe ha permesso loro di visionare vari siti dedicati a questi argomenti.


La scuola ospita un bellissimo viale di querce (Sughere, Lecci), detto Bosco delle Driadi, piantate una decina di anni fa. Nel corso della lezione si è pensato ad una adozione di questo viale da parte della scuola e degli studenti come modo, non solo per prendersi cura del luogo, ma anche per conoscere meglio l’immenso parco che circonda la scuola e che contiene moltissima Biodiversità.


 



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