La storia del tiglio di Casola
 di Caserta

di Giorgio Ascione

Il giorno 10 marzo 2007 una delegazione formata dal dr. Francesco Ferrini, Presidente della Società Italiana d’Arboricoltura (S.I.A.); dal dr. Nicola Di Fusco, Vice Questore del Corpo Forestale dello Stato Capo Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Caserta; dal sig. Donato Bosco Assistente Capo del Corpo Forestale dello Stato, dalla dr.ssa Assunta Esposito della II^ Università degli Studi di Napoli, dalla dr.ssa Cinzia Centore della Direzione Centrale del Comune di Caserta e dalla dr.ssa Clelia Logorelli della Gestione del Verde dell’EUR di Roma, da Silvestro Acampora Arboricolture e dal sottoscritto Giorgio Ascione socio S.I.A. per visionare ed adottare ad opera della S.I.A. un esemplare di Platanus acerifolia situato in piazza della Seta a San Leucio di Caserta.
La Pianta adottata è il residuo di una fila di platani piantati nel 1850 circa da Ferdinando II di Borbone che costeggiava la strada che portava alle seterie di San Leucio.
Dopo aver ammirato la maestosità dell’esemplare, ci siamo recati nella frazione di Casola di Caserta per ammirare un antico esemplare di Tiglio europeo.
Casola sorge sull'altipiano dei monti Tifatini ad un'altezza di 360 m. s.l.m., facilmente raggiungibile da più punti, dista dalla Reggia Vanvitelliana di Caserta circa 10 Km in direzione Nord-Est. Il suo nome deriva dal latino 'Casula', che significa 'piccola casa, minuscolo agglomerato di case'.
Casola, nonostante di minor importanza rispetto a Casertavecchia, è la più popolosa del quartiere, ha comunque origini antiche e sicuramente ha conosciuto le avverse vicende del borgo medioevale. Tant'è vero che già intorno all’anno 1000 aveva una propria chiesa, quella di San Marco Evangelista, come riportato nella bolla di Senne del 1113, che ne confermava l'esistenza al Vescovo Rainulfo.
Ed anche successivamente ne viene fatta regolarmente menzione nelle visite pastorali dei vescovi.
Questo casale nel medioevo faceva da corona all'antica Caserta per la sua vicinanza e farebbe pensare all'espandersi del centro abitato più importante, posto in posizione dominante e di facile difesa.
A tutt'oggi dello splendido passato che fu restano un magnifico tiglio plurisecolare antistante la chiesa, la presenza di un antico palazzo della corona Borbonica, la casa di campagna del medico di corte della reggia e l'eremo di San Vitaliano .
Nel piazzale antistante l’ingresso della Chiesa di Casola, dedicata a San Marco Evangelista, si trova appunto un tiglio europeo dell’età di circa 400 anni.
Si racconta che fu piantato, insieme ad altri due esemplari, verso la fine del 1600 in occasione dell’arrivo nella piccola comunità di un sacerdote della curia di Capua, don Vitaliano che in seguito fu nominato Santo.
Gli altri due tigli, di minori dimensioni, hanno avuto una sorte avversa, infatti non sono più presenti perché furono abbattuti a metà del novecento per far posto ad alcune strutture funzionali al locale oratorio.
L’esemplare sopravvissuto, secondo la tradizione popolare, è sotto la protezione diretta del Santo Patrono del paese, San Marco Evangelista.
A tal proposito gli anziani raccontano una storia che si perde tra mito e leggenda e che narra di una persona del posto che in un momento di collera, bestemmiando il Santo Patrono, tagliò per rabbioso sfregio alcuni rami del tiglio; quella stessa persona non sopravvisse a lungo, poche ore dopo mori e da allora c’è la credenza che chiunque tagli un ramo dell’albero può subire una disgrazia.
Vi è inoltre la tradizione che il giorno del 25 aprile, in occasione della festa del Santo Patrono, la cerimonia religiosa termini con il saluto a San Marco proprio sotto la chioma del tiglio.
In passato tra i suoi rami vi nidificava un barbagianni.
L’albero ha subito negli ultimi 25 anni vari tagli ai rami effettuati dai vigili del fuoco per eliminare situazioni di pericolo per le abitazioni vicine e per la strada sottostante.
Ultimamente sono stati rimossi alcuni rami totalmente cavi.
L’albero ha una circonferenza del tronco, rilevata a petto d’uomo (cm.130 dal suolo), di circa m.4,80 per un’altezza di circa m.10,00 - 12,00, è esposto ai venti dominanti di N-NE e S-SW.



La maestosità del tiglio mi conduce spesso a fantasticare su come abbia affrontato le varie epoche, i momenti storici e le peripezie che ha vissuto, immagino allora che era già lì quando si parlava di nascosto di concetti eretici di Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Giambattista della Porta, dell’assolutismo, della Rivoluzione Napoletana del 1799 e di tutti quei signori nobili che per dare al popolo la libertà hanno versato il proprio sangue. Quando i moti Carbonari cercavano di fare lo stesso, quando lì vicino passò Garibaldi che andava a compiere l’Unità d’Italia, quando ci furono tutte quelle camice nere, le croci uncinate e poi i partigiani… Se questo monumento della natura potesse parlare chissà cosa potrebbe raccontare …
Giorgio Ascione



CASERTA - “Stiamo facendo di tutto per ridare vigore e lustro al nostro tiglio secolare”, l’albero che don Valentino Picazio parroco di Casola, ha molto a cuore e a buona ragione. Per salvaguardare questo secolare monumento, muta sentinella sul sagrato della chiesa di San Marco Evangelista in Casola, don Valentino nell’ottobre il dottor Ferrini della Società Italiana di Arboricoltura (Sia), docente all’Università di Firenze che con una delegazione di esperti, Fusco della Forestale, Esposito della S.U.N. di Caserta, Acampora e Ascione associati della Sia, visitarono il Grande Vecchio. L’albero una Tilia Europea, di oltre 400 anni, come risulta dalla sofisticata analisi per la datazione dendrocronologia, effettuata dalla Società Demetra Specialist di Milano, ha, infatti, evidenziato che quest’albero alto 13 mt. con un diametro di 1,5 mt., ha un’età massima ipotizzabile di 450 anni.

A seguito della richiesta fatta al Comune di Caserta, per la conservazione dell’albero, il dott. Olivieri responsabile dell’Ufficio Verde Pubblico Comunale, con gli associati Sia Acampora e Ascione, e il delegato comunale del Quartiere di Casertavecchia, il consigliere Pasquale Toscano, ha effettuato un sopralluogo tecnico ed oggi, finalmente, si è giunti alla conclusione del percorso, che il giorno 26 febbraio vedrà la rinascita biologica e storica del tiglio secolare di Casola. In tale data, infatti, sotto la direzione della S.I.A., che lo ha adottato come albero storico-monumentale, si provvederà alla cura dendrochirurgica, all’ancoraggio delle branche e alla potatura, da parte della società Viridia srl, affiliata alla SIA. La manifestazione, si terrà venerdì 26 febbraio alle ore 10.30, sul sagrato della chiesa San Marco Evangelista di Casola, con la partecipazione delle autorità civili e religiose, vedrà l’apposizione di una targa commemorativa elaborata con la consulenza della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, da parte delle scolaresche e la propagazione del tiglio (riproduzione dell’albero) con piccole talee che saranno poi distribuite ai cittadini, affinché possano far crescere gli eredi di quel Tiglio, che ha ombreggiato molte generazioni.